Quasi quindici anni fa mi capitò di vedere un trailer al cinema, di un film che poi passò in sordina nelle sale per scomparire in fretta. Alla fine non ebbi occasione si vederlo su grande schermo, ma fui incantato da quel minuto e mezzo di promozione : musiche, fotografie e la suggestione dell’intreccio.
Il film era The shipping news e Annie Proulx, premio Pulitzer, era un’emerita sconosciuta in Italia. Brodeback Mountain sarebbe venuto dopo.

Dopo essere fortunosamente riuscito a vedere la pellicola grazie a una svendita Blockbuster (purtroppo la VHS ha seguito il VCR in discarica) e averla amata moltissimo, mi è sempre rimasta la curiosità di leggere il libro dalla quale era stata tratta.

La curiosità rimase tale per anni, dato che Avviso ai naviganti, edito da Castoldi Dalai, era introvabile o almeno venduto a un prezzo proibitivo per le mie tasche di studente squattrinato.
Poi un giorno, rovistando nelle bancarelle vicino all’università, finalmente trovai una copia consunta, vistosamente orecchiata e ingiallita dell’edizione tascabile.
Il puzzo di polvere, chiuso e muffa però era insostenibile, in più la carta sembrava essere stata immersa in un bagno caldo, tanto era gonfia.
A conti fatti, il testo non era illeggibile, ma la copia era impossibile da maneggiare con il dovuto gusto.

Dopo un “bagno di sole” (in realtà d’ombra) all’aperto e una necessaria compressione sotto due dizionari, archiviai la copia in attesa che la carta si riprendesse, così come il mio interesse.

Questo lungo e non necessario racconto sul mio rapporto con Avviso ai naviganti era per far partecipare dell’attesa che si è creata in me per la lettura di questo titolo. Le aspettative non sono state del tutto disattese.

Avviso ai naviganti è il racconto quotidiano e per nulla epico di un popolo straordinario, i newfoundlanders.
Il Newfoundland (Terranova), terra fredda e dimenticata stretta dal mare e dalla neve, dove l’estate dura giorni. Il mare, la navigazione e le condizioni di vita durissime, anche in quest’epoca di comodità.
Avviso ai naviganti non è la storia del suo protagonista. Quoyle è il punto di vista esterno, il classico personaggio estraneo che serve per introdurre i veri protagonisti. Non a caso ogni capitolo è introdotto dalla citazione del “libro dei nodi” (marinareschi) e dall’illustrazione di un nodo. Perché Avviso ai naviganti è la storia di gente di mare, corale e sfilacciata. Non un romanzo, ma una storia di storie. Alla fine, come Quoyle, anche chi legge è un po’ newfondlandese.
Si potrebbero spendere altre parole sulla sventura del protagonista/testimone, che rinasce a nuova vita in quelle terre canadesi, ma sarebbe un torto alla bravura e alla prosa limpida e poetica di Annie Proulx.

È un libro da leggere? Sì, ma con pazienza e sapendo cosa aspettarsi. E forse non ricercando le stesse  atmosfere del film. Ci sono, tra le pieghe, l’intreccio è quello, ma il romanzo è se possibile ancora più corale e di ampio respiro.

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