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Archivi delle etichette: vita quotidiana

Sono rimasta a casa fino a sera. Ho passato il tempo tranquillamente, sfogliando libri. A un certo punto mi è venuto di nuovo sonno e ho dormito una mezz’ oretta. Quando mi sono svegliata e ho aperto le tende, fuori era già buio. Secondo il calendario siamo già in primavera, ma le giornate sono ancora corte. Tutto sommato preferisco le giornate invernali, cosi brevi che sembra vogliano cacciarti via. Quando si pensa «fra poco cala la sera» lo spirito si può preparare all’ atmosfera suggestiva della penombra, densa di rimpianti Ora che i giorni si allungano, invece, si resta spiazzati, in bilico tra il «c’è ancora luce» e il «presto farà buio». Poi ti dici «ecco, è sera», e l’attimo seguente un senso struggente di solitudine ti si riversa addosso. 
Allora sono uscita. Per accertarmi di non essere l’unica a vivere, l’unica a sentire la solitudine dell’ esistenza. Ma guardare i passanti non è servito a darmi questa certezza. Anzi, più la cercavo, piu mi sfuggiva.

Hiromi Kawakami, La cartella del professore, Einaudi, p. 66

Gli INFJ si distinguono sia per il loro carattere complesso, sia per l’inusuale profondità dei loro talenti. [...] Gli INFJ sono profondamente preoccupati delle loro relazioni con gli altri così come della condizione dell’intera umanità. Proprio per questo sono talvolta erroneamente scambiati per estroversi, apparendo così espansivi e così genuinamente interessati alle persone. Al contrario, gli INFJ sono veri introversi, che possono che possono essere emozionalmente intimi ed appagati solo da pochi, prescelti tra le loro amicizie di lunga data, tra i familiari, e ovviamente tra le persone con lo stesso temperamento (“soul mates”). Mentre cercano istintivamente di soddisfare alle richieste personali ed organizzative che continuamente gli rivolgono gli altri, improvvisamente, ad intervalli più o meno regolari, gli INFJ si ritirano in se stessi, spesso escludendo anche le persone più intime. Questo apparente paradosso è una necessaria valvola di sfogo, che gli fornisce sia il tempo per ricostruire le loro risorse prosciugate sia un filtro per prevenire il sovraccarico emozionale al quale sono così vulnerabili, per la loro natura generosa. Questo modello di comportamento è forse l’aspetto del carattere enigmatico degli INFJ che più confonde gli estranei, e perciò il più incompreso — particolarmente da coloro che hanno poca esperienza con questo raro temperamento.

http://www.personalitypage.com/INFJ.html

Sei passato in libreria e hai comprato il volume. Hai fatto bene.

Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai letto che ti guardavano accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d’intimidirti. Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s’estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D’Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Già Letto Prima Ancora D’Essere Stato Scritto. E così superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Più Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Metà Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque È Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza i Libri Che Da Tanto Tempo Hai in Programma Di Leggere,
i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,
i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,
i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,
i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest’Estate,
i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,
i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile.
Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D’Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.
Ti liberi con rapidi zig zag e penetri d’un balzo nella cittadella delle Novità Il Cui Autore O Argomento Ti Attrae. Anche all’interno di questa roccaforte puoi praticare delle brecce tra le schiere dei difensori dividendole in Novità D’Autori O Argomenti Non Nuovi (per te o in assoluto) e Novità D’Autori O Argomenti Completamente Sconosciuti (almeno a te) e definire l’attrattiva che esse esercitano su di te in base ai tuoi desideri e bisogni di nuovo e di non nuovo (del nuovo che cerchi nel non nuovo e del non nuovo che cerchi nel nuovo).
Tutto questo per dire che, percorsi rapidamente con lo sguardo i titoli dei volumi esposti nella libreria, hai diretto i tuoi passi verso una pila di Se una notte d’inverno un viaggiatore freschi di stampa, ne hai afferrato una copia e l’hai portata alla cassa perché venisse stabilito il tuo diritto di proprietà su di essa.
Hai gettato ancora un’occhiata smarrita ai libri intorno (o meglio: erano i libri che ti guardavano con l’aria smarrita dei cani che dalle gabbie del canile municipale vedono un loro ex compagno allontanarsi al guinzaglio del padrone venuto a riscattarlo), e sei uscito.

Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore

misantropia (Wikipedia approfondimento) f (plmisantropie)

  1. (psicologia) desiderio, di natura morbosa, di isolarsi dai propri simili, causato da forte avversioneodiosfiducia nei loro riguardi
  2. (per estensione) scarsa capacitàinteresse a prendere parte alla vita sociale attiva, accompagnata da un forte desiderio di solitudine

Hyph.png Sillabazione

mi | san | tro | pì | a

Nuvola apps edu languages.png Pronuncia

IPA: /mizantro’pia/

Oggi è una vera giornata autunnale: fredda, grigia. Mi invoglierebbe a stare sotto un piumotto con una tazza di tè bollente e una pila di libri al mio fianco da divorare al lumicino.

 

Forse come stagione l’estate non è ancora finita, ma professionalmente parlando si può dire conclusa la pausa estiva e l’inizio dell’anno lavorativo 2010/2011.

E così si conclude anche definitivamente la mia carriera universitaria e inizia quella professionale in senso stretto. Fino alla settimana scorsa, in un certo senso, sentivo gli scorsi mesi come un’appendice della mia vita precedente. Passato questo week end inizieranno le nuove attività autunnali e in questo riconosco un punto di passaggio definitivo, che ufficializzerò con la richiesta di iscrizione all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Con la nuova stagione, nonostante i sicuri e deliranti impegni, spero di poter ritrovare il tempo e la voglia di curare il blog come una volta, anche se con il nuovo taglio che lo ha contraddistinto negli ultimi mesi. Il vecchio Cottage sta per rimanere orfano del suo vecchio dominio (che ho deciso di non rinnovare alla scadenza) e la sua copia su wordpress.com assumerà definitivamente un ruolo “museale” della mia pregressa attività di blogger.

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