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Archivi delle etichette: Olocosmismo

Anche un pugno di polvere poteva nascondere
i tuoi segni, quando ne ignoravo
il significato.
Ora che sono più saggio, li leggo in tutto quello
che un tempo li celava.

Sono dipinti nei petali dei fiori,
la schiuma delle onde li porta, scintillanti,
le collina li innalzano.

Distolto il viso da Te, leggevo i tuoi messaggi
a rovescio, non comprendevo il loro senso.

Rabrindranath Tagore, Il paniere di frutta, V, Edizioni SE

Sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, conoscere le manifestazioni dell’intelletto più profondo e della bellezza più luminosa, che sono accessibili alla nostra ragione solo nelle forme più primitive, questa conoscenza e questo sentimento, ecco la vera devozione: in questo senso, e soltanto in questo senso, io sono fra gli uomini più profondamente religiosi. Non posso immaginarmi un Dio che ricompensa e che punisce l’oggetto della sua creazione, un Dio che soprattutto esercita la sua volontà nello stesso modo con cui l’esercitiamo su noi stessi.

Albert Einstein

In molte comunità cosiddette primitive, una parte dell’iniziazione tribale consiste nel trascorrere un lungo periodo da soli nella foresta o sulle montagne, un periodo in cui l’iniziando arriva a confrontarsi con la solitudine e con la non-umanità della natura fino a scoprire chi o che cosa veramente egli è – una scoperta che gli sarebbe ben difficile fare rimanendo all’interno di una comunità che continuamente gli propone dei modelli riguardo a chi è o a chi dovrebbe essere. L’iniziando può arrivare a scoprire, ad esempio, che la solitudine è la paura nascosta di quello sconosciuto che è lui stesso, e che l’aspetto ostile della natura non è altro che la proiezione della sua stessa paura di uscire dai binari abituali e condizionati dei suoi sentimenti. Ci sono molte testimonianze che rivelano come chiunque passi attraverso la barriera della solitudine senta a un certo punto esplodere il suo isolamento individuale, per la sua stessa intensità, nel sentimento globale di identità con l’universo. Si potrà liquidare tutto ciò come “misticismo naturalistico” o “panteismo”, ma dovrebbe essere evidente che un sentimento di questo genere ha maggiore attinenza con un universo fatto di processi e di relazioni interdipendenti di quanta non ne abbia con un universo costituito da entità distinte e separate.

Alan W. Watts – “Natura Uomo Donna” p. 41

Questa frammentazione interna dell’uomo rispecchia la sua concezione del mondo « esterno», che è visto come un insieme di oggetti e di eventi separati. Si considera l’ambiente naturale come se fosse costituito da parti separate che devono essere sfruttate da vari gruppi . di interesse. Questa visione non unitaria è ulteriormente estesa alla società, che viene suddivisa in differenti nazioni, razze, gruppi religiosi e politici. La convinzione che tutti questi frammenti in noi stessi, nel nostro ambiente e nella nostra società – siano realmente separati può essere vista come la causa fondamentale di tutte e crisi attuali, sociali, ecologiche e culturali. Essa ci ha estraniati dalla natura e dagli esseri umani nostri simili. Essa ha provocato una distribuzione delle risorse naturali incredibilmente ingiusta, che crea disordine economico e politico: un’ondata di violenza, sia spontanea sia istituzionalizzata, che cresce sempre più, e un ambiente inospite, inquinato, nel quale la vita è diventata fisicamente e spiritualmente insalubre.

Fritjof Capra – Il Tao della fisica

Tutti gli elementi  della Terra, eccetto l’idrogeno e un po’ di elio, sono stati cucinati da una sorta di alchemia stellare miliardi di anni fa nelle stelle, alcune delle quali sono oggi nane bianche difficilmente osservabili dall’altro capo della Via Lattea.
L’azoto nel nostro DNA, il calcio nei nostri denti, il ferro nel nostro sangue, il carbonio nelle nostre torte di mele furono creati nel cuore di stelle in via di collasso.

Siamo fatti di materia stellare.

Carl Sagan

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