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Archivi delle etichette: Natura

 

hana saku ya
yoku no ukiyo no
katasumi ni

Ciliegi in fiore,
in un angolo del mondo caduco
di ardenti brame

(Kobayashi Issa)

Lontano, alla luna, nel fiume una vela, che passa serena,
cosa mi rivela?
Non so, ma la mia vita mi è diventata estranea,
e sogno senza vedere i sogni che ho.
Che angustia mi avvolge? Che amore non si esprime?
È la vela che passa nella notte che resta

Fernando Pessoa, ”Lontano alla luna”

 

Tigre! Tigre! divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare
La tua agghiacciante simmetria?

In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?

Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano?
Quale tremendo piede?

Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne
I terrori funesti?

Chi l’Agnello creò, creò anche te?
Fu nel sorriso che ebbe
Osservando compiuto il suo lavoro,
Mentre gli astri perdevano le lance
Tirandole alla terra
E il paradiso empivano di pianti?

Tigre! Tigre! divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare
La tua agghiacciante simmetria?

William Blake, da “Visioni” ed. Oscar Mondadori, traduzione di Giuseppe Ungaretti

Il destino del Sole è penare, penare ogni giorno,
e non c’è tregua mai, neppure un attimo,
per lui e i suoi cavalli, da quando l’aurora di rose
lascia l’Oceano e sale ancora il cielo:
attraverso le onde lo porta un giaciglio profondo
che le mani di Efesto martellarono,
alato, d’oro prezioso, sul fiore dell’acqua:
forme, rapito via dal mondo delle Esperidi
fino al paese degli Etiopi, dove il carro e i cavalli
attendono che giunga la luce dell’aurora.
Il figlio d’Iperione rimonta sul carro laggiù .
( … )

Mimnermo, da Lirici greci dell’età arcaica, BUR

Le stelle intorno alla bella luna
celano il volto luminoso
quando, al suo colmo, più risplende
sopra la terra…
***
argentea

Saffo, frammento 34

Probabilmente non molti di quelli successivi alla mia generazione si ricorderanno di Jacques Cousteau, probabilmente “l’ultimo esploratore” della Terra. Oggi ricorre il centenario della sua nascita.

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