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Archivi delle etichette: Frammenti

Salve, o Albero sacro alla dea Nut!
Concedi alle mie nari il tuo Effluvio vivificante!
Sia benedetto il tuo santuario di Unnu!
Ecco che io veglio innanzi all’Uovo Cosmico di Genger-Ur.
Se egli respira, io respiro;
Se egli cresce, io cresco;
Se egli vive, io vivo.

Libro dei morti egizio, capitolo LIX

 

Tua madre è il Cielo.
Lei si estende sopra di te.
Tu entri nella sua bocca,
esci dal suo grembo
come il sole ogni giorno.

Sarcofago di Ankhes-nefer-ib-ra

 

Ascolta, dea regina, portatrice di luce, Luna divina,
Mene dalle corna di toro, che corri di notte, ti aggiri nell’aria,
notturna, portatrice di fiaccole, fanciulla, Mene dai begli astri,
crescente e calante, femmina e maschio,
splendente, ami i cavalli, madre del tempo, portatrice di frutti,
luminosa, triste, che rischiari, ti accendi di notte,
che tutto vedi, ami la veglia, ti circondi di begli astri,
godi della tranquillità e della notte felice,
Lampetie, dispensatrice di grazia, porti a compimento, ornamento della notte,
guida degli astri, dall’ampio manto, dal moto circolare, fanciulla sapientissima,
vieni, beata, benevola, dai begli astri, del tuo splendore
rifulgente, salvando i tuoi nuovi supplici, fanciulla.

da Inni Orfici, ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

Sperare? Cosa devo sperare? Il giorno non mi promette altro che il giorno e io so che esso ha un decorso e una fine. La luce mi anima ma non mi migliora, perché uscirò da qui come sono arrivato qui: più vecchio di ore, più allegro di una sensazione, più triste di un pensiero. In ciò che nasce possiamo sentire ciò che in esso nasce o pensare ciò che in esso dovrà morire. Ora, sotto la luce ampia e alta, il paesaggio della città è come quello di un campo di case: è naturale, è esteso, è strutturato. Ma anche nel vedere tutto ciò, potrò forse dimenticarmi che esisto? La mia consapevolezza della città è, dal di dentro, la consapevolezza di me stesso.

Fernando Pessoa – Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, frammento 119

Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l’idea che ci facciamo di qualcuno. E’ un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell’amore. Nell’amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell’amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un’idea nostra. (…) Perfino l’arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell’illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. (…) Vivere è non pensare.

Fernando Pessoa – Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares

Come potrei confondermi con loro ai quali viene oggi prestato ascolto? Solo i dopodomani mi appartiene. C’è chi nasce postumo.

Friedrich Nietzsche – L’anticristo

lo zeigeist si può misurare in una libreria: quando lo scaffale dei libri scientifici è ridotto a uno, preoccupati

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