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Sappi O Principe, che tra gli anni in cui gli oceani inghiottirono Atlantide e le sue splendide città, e gli anni dell’ascesa dei figli di Aryas, ci fu  un’età di sogno durante la quale splendidi regni erano disseminati nel mondo, come manti celesti sotto le stelle. Nemedia, Ophir, Brythunia, Hyperborea, Zamora con le sue brune donne e le torri dei ragni ammantate di mistero, Zingara con la sua cavalleria, Koth confinante con la pastorale Shem, Stygia con le sue tombe protette dalle Ombre, Hyrkania i cui cavalieri indossavano acciaio, seta ed oro.
Ma su tutti i regni del sognante occidente primeggiava superbo quello di Aquilonia.
“Qui venne Conan il Cimmero, i capelli neri, lo sguardo cupo, la spada nella mano: un ladro, un predone, un assassino, capace di abissali malinconie e di incontenibili esplosioni di allegria… venne a schiacciare sotto i suoi piedi i più preziosi troni della Terra.”

- Le Cronache Nemediane -

 

Nel futuro
profetico vedo
che la terra dal sonno
(grave la profonda sentenza)

si leverà a cercare
il suo creatore mite,
ed il deserto selvaggio
diventerà un dolce giardino

Nel paese del sud
dove il fiore dell’estate
mai non svanisce,
viveva la Bella Lyca.

Sette estati vecchia
la Bella Lyca era;
aveva vagato lontano
ascoltando il canto degli uccelli selvaggi.

“Dolce sonno, vieni da me
sotto a quest’albero.
Padre, madre piangono
dove può dormire Lyca?

Persa nel selvaggio deserto
è la vostra bambina.
Come può dormire Lyca
se sua madre piange?

Se il suo cuore soffre,
che Lyca resti sveglia;
se mia madre dorme,
Lyca non piangerà.

Minacciosa, minacciosa notte
su questo deserto luminoso
fai sorgere la tua luna,
mentre chiudo gli occhi”

Dormiente Lyca era stesa
mentre le bestie da preda,
giunte da caverne fonde,
guardavano la bimba addormentata.

Il regale leone stava
a guardare la vergine,
poi saltellò attorno
sul ramo terreno.

Leopardi, tigri giocano
attorno a lei mentre era stesa,
mentre il leone antico
curvò la sua criniera d’oro,

e le leccò il petto,
e sul suo collo
dai suoi occhi di fiamma
lacrime di rubino vennero;

mentre la leonessa
le tolse il piccolo vestito,
e nuda portarono
alle loro caverne la vergine che dormiva.

Da Canti dell’esperienza in Poesie, Newton Compton

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